#2 Libertà di espressione: dallo stato di diritto a quello delle multinazionali ?

Daniele Rielli Newsletter #2

Una delle cose che mi chiedevo sempre quando ero più giovane e sensibile era: fino a che giorno di Gennaio ha senso continuare a fare gli auguri di buon anno?

Le risposte standard vanno dall’1-2, fino a un più conservativo “subito dopo l’Epifania” soprattutto per quanto riguarda le persone con cui si lavora / si condividono spazi ristretti e che, in genere con grande sollievo dello spirito, non si vedono da prima di Natale e si incontrano di nuovo soltanto in quei giorni.

In entrambi i casi è quindi troppo tardi e poi come detto negli anni la mia natura muflonica ha beneficiato di quella tranquilla forza ostile che lo scorrere del tempo sa donare agli esseri umani per compensarli dell’invecchiamento: il coraggio di essere placidamente antisociali.

Archiviata la questione auguri ci sono un paio di cose che volevo segnalarvi:

Nuovo articolo su Domani a proposito della censura digitale

  1. Tema di estrema attualità dato l’inspiegabile entusiasmo con cui sono state accolte da molte persone le censure di account decise unilateralmente dalle grandi piattaforme tecnologiche. In peggio ricorda un po’ quella vecchia campagna con cui un quotidiano invocava “Intercettateci tutti” , insomma rinunciare a dei diritti civili fondamentali pur di far fuori il nemico politico del momento. Ecco, questa frenesia mi sembra per certi versi molto simile: il tribalismo quando dispiega pienamente le sue ali è una faccenda molto seria.

    Contrariamente a quanto succede il più delle volte per i miei articoli su Domani il pezzo è leggibile gratuitamente qui (poi continua sempre gratis su Domani)

    Sì, è proprio leggibile qui

Un altro mio pezzo recente su Domani (questa volta ci vuole l’abbonamento) è una recensione della serie HBO Industry e del suo complicatissimo e a tratti estenuante metodo per girare attorno al politically correct nel tentativo di raccontare una storia. (Spoiler: la manovra alla fine riesce). Lo trovate qui.

A proposito di “Odio”

La notte del 24 dicembre Odio ha vinto il premio Targone del circolo di 500 lettori forti sparsi in tutta Italia, battendo in finale Mencarelli e Woody Allen.

Per i veri feticisti di Odio ora su Google maps esiste una mappa con tutti (o quasi) i luoghi del romanzo:

(questa)

Vi segnalo anche tre video che potreste esservi persi, nel primo incontro il Re Della Notte Gigi Marzullo:

(Odio, questo titolo non mi piace)

Nel secondo rispondo alle domande di RaiNews nella bellissima cornice di Studio33, miei amici e vicini di casa a Trastevere, il terzo merita qualche parola in più.

Mi chiamano dai Rai Italia chiedendomi un’intervista su Odio, ci incontriamo in uno dei miei posti di Roma, ovvero il Lungotevere vicino all’isola Tiberina. Dopo qualche parola sul libro rispondo a una quarantina di minuti di domande un po’ sospette (almeno dal minuto venti in poi) su Covid, gestione della pandemia, vaccini, politiche immigratorie, crisi finanziaria del 2008 e 11 settembre del 2001. Sapevo che Odio potesse offrire molti spunti di riflessione, ma così tanti no. Quando tre settimane dopo va in onda “l’intervista” scopro che è stata montata in un mappazzone di un’ora e mezza che parla di tutte le tragedie del 2020 alternate alle maggiori piaghe divine degli ultimi decenni, un montaggio nel quale sarei dovuto essere uno dei due scrittori che commentavano accigliati il Male Nel Mondo. Naturalmente nessuno mi aveva avvisato. Il risultato è che subito dopo le immagini di decine di persone disperate per aver perso il lavoro a causa del crack di Lehman Brothers appaio io dicendo “ahah ma sai io nel 2008 non avevo un euro, non è che la crisi mi abbia toccato molto”. In seguito mi lamento del mio tapis roulant cinese e parlo nel dettaglio di una nutria. Per la cronaca, questa nutria:

(la nutria Ernesto)

Tutto questo è visibile qui. La cosa buffa è che considerata la situazione poteva andare anche molto peggio di così.

Sempre a proposito di Odio su Domani è uscito anche un raccontino di una pagina che sono più che altro elucubrazioni del DeSa sparso da qualche parte nell’ultimo quarto del romanzo. Questo non si legge gratis ma comunque è qui:

“Mi assalì la consapevolezza che una vita morale era impossibile in un’epoca in cui la soddisfazione dei desideri era l’unica cosa a contare. “

PDR - il podcast

(per vedere le nuove uscite in tempo reale potete iscrivervi al canale YouTube)

Dai tempi dell’ultima mail sono uscite diverse puntate di PDR, tutte con ospiti molto interessanti, che ringrazio nuovamente. Eccole:

Prossimamente in arrivo uno dei miei sportivi preferiti in assoluto.

Ok, questo è tutto mi sembra.

Ah, dimenticavo: auguri.

D.R.